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Pleistocene Medio

Pleistocene Medio

Il Pleistocene medio arriva, stando ai dati oceanici, con lo stabilirsi di un nuovo tipo di oscillazioni climatiche: esse si fanno ampie sia come durata sia come distanza fra i picchi pari e dispari delle curve oceaniche. I ghiacciai avanzano e si ritirano notevolmente edificando gli anfiteatri morenici della pianura.
Le prime glaciazioni che raggiungono la pianura durante il Pleistocene medio sono rappresentate nei depositi della porzione glaciale della Formazione di Castronno, nel settore occidentale, e dalla Tillite di San Salvatore, nel settore orientale.


La loro posizione stratigrafica è analoga, sebbene non identica, non perché appoggiano su formazioni contemporanee, ma piuttosto perché appoggiano su depositi fluviali intensamente alterati in condizioni climatiche paragonabili. Le due formazioni glaciali sono poi assai diverse fra loro per litologia: la Tillite di San Salvatore è cementata, mentre il till contenuto nella Formazione di Castronno è completamente alterato.

Tuttavia esse sono significativamente paragonabili in quanto rappresentano i primi depositi glaciali che raggiungono la pianura dopo il lungo intervallo di tempo caratterizzato solo da depositi alluvionali profondamente pedogenizzati (trasformati in suoli da disgregazione della roccia).

Queste due testimonianze di glaciazioni affiorano in una limitatissima porzione del territorio considerato; ma il loro riconoscimento è importante per la ricostruzione della storia geologica tanto quanto il riconoscimento di una qualunque altra formazione, poiché esse rappresentano l'espressione sedimentaria delle corrispondenti glaciazioni (Glaciazione Castronno e Glaciazione San Salvatore) per le quali possiamo definire una precisa collocazione temporale sulla base di un preciso quadro stratigrafico di riferimento. Si noti, a questo punto, l'impossibilità di correlare direttamente l'uno all'altro corpi tanto diversi per posizione e caratteristiche litologiche, nonostante sia possibile accomunarli sotto molti altri punti di vista.

Un altro tipo di deposito caratteristico dell'area studiata è costituito dai depositi limosi di origine eolica , il loess (foto),che coprono in modo discontinuo l'intera area.
Alcuni autori hanno considerato le coperture eoliche come veri indicatori stratigrafici delle formazioni glaciali su cui si depositavano. Si può facilmente osservare che, sul terreno, non si distinguono agevolmente più di quattro coltri loessiche per ogni anfiteatro, delle quali, una sola ha una precisa collocazione stratigrafica. L'aspetto, isolato dal contesto stratigrafico, potrebbe portare a grossi errori anche per quelle formazioni loessiche che appaiono più definibili e riconoscibili. I dati a  disposizione non  permettono di affermare neppure che ciascuna coltre loessica riconosciuta corrisponda ad un solo evento sedimentario.